Insegnamento
Il grido di Gesù sulla croce, 'Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?', non è una frase isolata, ma l'inizio di una preghiera profetica che rivela la profondità del Suo sacrificio e la nostra nuova nascita.
Il Mistero della Tunica e l'Unità della Chiesa
Carissimi fratelli e sorelle, quando ci avviciniamo al tavolo della comunione del Signore, la nostra mente è inesorabilmente richiamata a meditare sull'opera redentrice del nostro Salvatore. È fondamentale avere chiara davanti a noi la grandezza di ciò che Gesù ha compiuto. Voglio che riflettiamo insieme su alcuni passaggi dal Vangelo di Matteo, capitolo 27, dal verso 33 al 47, che descrivono la crocifissione di Gesù.
Giunti sul Golgota, Gesù fu crocifisso. Un dettaglio che Matteo ci riporta è la spartizione delle sue vesti, tirate a sorte dai soldati. Questo, vi dico, non fu un evento casuale, ma il compimento di una profezia. Ma c'è un aspetto ancora più profondo: la tunica di Gesù era fatta di un'unica cucitura, un indumento di grande pregio. I soldati, pur essendo figli delle tenebre, furono più avveduti di molti credenti di oggi, perché non osarono strapparla.
Questa tunica simboleggia l'unità. Oggi, purtroppo, la Chiesa è spesso divisa. Molti, con le loro idee e i loro interessi, strappano simbolicamente la tunica di Gesù. Ma il Signore ha detto: «Io edificherò la mia Chiesa e le porte dell'inferno non la potranno vincere». Non si può strappare il vestito di Gesù! Quando lo facciamo, commettiamo un peccato grave, distruggendo l'opera meravigliosa di unità. La Chiesa deve lavorare per l'unità, riconoscendo che non vale il mio pensiero o il tuo, ma solo il pensiero del Signore Gesù. La bellezza del corpo di Cristo è l'unità nella diversità. Ognuno di noi ha delle caratteristiche, ma dobbiamo stare insieme, perché altrimenti non siamo la Chiesa. La Chiesa porta una sola tunica.
Il Grido Profetico sulla Croce
Mentre Gesù era sulla croce, dal mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, ci fu buio su tutta la terra. Poi, verso l'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Alcuni tra i presenti, che non capivano niente, pensavano che chiamasse Elia. Ma io vi dico, questo grido non era una frase isolata, bensì l'inizio di una preghiera profetica, il Salmo 22.
Gesù stava compiendo alla lettera ciò che era stato profetizzato centinaia di anni prima. La sua condotta sulla croce, persino le sue parole, erano profetiche. Nel Salmo 22, Gesù non si limita a chiedere perché è stato abbandonato, ma continua la sua preghiera, rivelando la profondità della sua sofferenza e della sua consapevolezza del proposito divino:
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Perché sei così lontano dal liberarmi e dalle parole del mio gemito? O Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi; e anche di notte non sto in silenzio. Eppure tu sei il Santo che dimori nelle lodi d'Israele. I nostri padri hanno confidato in te; hanno confidato in te e tu li hai liberati. Gridarono a te e furono liberati; confidarono in te e non furono delusi.»
Gesù sapeva che non poteva essere liberato, perché aveva aderito con coscienza al proposito del Padre per la salvezza dell'umanità. Questo è il punto cruciale, fratelli: Lui ha compiuto il Suo proposito per noi.
Il Verme Tola e la Nostra Nascita
La preghiera di Gesù continua nel Salmo 22 con parole ancora più toccanti:
«Ma io sono un verme e non un uomo, il vituperio degli uomini e disprezzato dal popolo. Tutti quelli che mi vedono si fanno beffe di me, allungano il labbro e scuotono il capo, dicendo: 'Si è affidato all'Eterno, lo liberi e lo soccorra, poiché lo gradisce'.»
Quando Gesù dice: «Io sono un verme», non si riferisce a un verme qualsiasi. In ebraico, il termine è tola, che indica la cocciniglia. Questo insetto, nell'antichità, era usato per ricavare il colore rosso scarlatto. La cocciniglia, durante la riproduzione, si attacca al legno e muore, lasciando una macchia rossa sui suoi figli. È un'immagine potente e profetica!
Gesù, come la cocciniglia, si è attaccato al legno della croce, è morto, e attraverso la sua morte, noi siamo nati di nuovo, bagnati dal suo prezioso sangue. Siamo la sua progenie, il frutto della sua umiliazione. Lui moriva e noi nascevamo. Questo è il significato profondo del suo sacrificio. Isaia 53,10-11 lo conferma:
«Ma piacque all'Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire, offrendo la sua vita in sacrificio per il peccato. Egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni e la volontà dell'Eterno prospererà nelle sue mani. Egli vedrà il frutto del travaglio della sua anima e ne sarà soddisfatto; per la sua conoscenza il giusto, il mio servo, renderà giusti molti, perché si caricherà delle loro iniquità.»
Noi siamo quella progenie! Siamo nati dalla sua morte, siamo il frutto della sua umiliazione. Non dimentichiamo mai quello che Dio ha fatto per noi. La nostra fede non si basa solo sui miracoli che possiamo ricevere, ma sulla salvezza dell'anima e sulla promessa della vita eterna. Amiamo il Signore non solo a parole, ma con i fatti, con una gratitudine profonda per il suo immenso sacrificio.
- La tunica di Gesù simboleggia l'unità della Chiesa, che non deve essere strappata dalle divisioni umane.
- Il grido di Gesù sulla croce è l'inizio del Salmo 22, una preghiera profetica che rivela la sua piena consapevolezza del sacrificio.
- Gesù si paragona al verme 'tola' (cocciniglia), che muore attaccato al legno per dare vita a una progenie bagnata di rosso, simboleggiando la nostra nuova nascita attraverso il suo sacrificio sulla croce.
- Siamo la progenie di Gesù, nati dalla sua morte e dal suo sangue prezioso.
Punti chiave
- 01L'unità della Chiesa è sacra, simboleggiata dalla tunica di Gesù non strappata.
- 02Il grido di Gesù sulla croce è l'inizio di una preghiera profetica (Salmo 22), non un segno di disperazione.
- 03Gesù si identifica con il verme 'tola' (cocciniglia), che muore sul legno per generare nuova vita, prefigurando la nostra salvezza.
- 04Siamo il frutto del sacrificio di Gesù, nati dalla sua morte e bagnati dal suo sangue.
Predica completa
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